Ecco cosa ho capito dei clienti
HO LAVORATO PER ANNI IN DIVERSI OSPEDALI (COME OSTETRICA) E IN UN AMBULATORIO MEDICO, ED ECCO COSA HO CAPITO DEI CLIENTI
Le persone che vanno dal medico è perché hanno bisogno di un aiuto, ma SOPRATTUTTO un aiuto morale, una parola.
Sì, hai letto bene.
I pazienti che vanno dal medico vanno anche per una richiesta di ASCOLTO e CONTATTO UMANO.
Ma il più delle volte trovano un medico che non sa ascoltare.
La prima medicina è ascoltare il paziente.
il paziente va a casa con le prescrizioni, compra i farmaci e il più delle volte (le statistiche dicono l’80%!) finiscono nella spazzatura, perché non erano i farmaci che chiedeva.
Le persone invece:
– vogliono ricevere quella PAROLA, quel supporto e speranza che invece non trovano, ma trovano medicine.
Soprattutto chi è afflitto da ansia, per il medico è una “scocciatura”, perché non è realmente malato!
Una bella polmonite o una semplice influenza, queste sì che sono malattie concesse, ma l’ansia, eh, quella no, cara signora, pensi a quanti malati, ma malati sul serio, attendono le mie cure!
E insomma, il medico dice chiaro e tondo che non può perdere tempo con una persona apprensiva e angosciata, quindi, cara signora, prenda un bel calmante e si metta tranquilla!
Magari ti sarà successo anche a te una cosa del genere, ebbene, sappi che ne ho viste di ogni, e purtroppo la medicina moderna manca di quel CALORE, di quel supporto e di quel CONTATTO che può contribuire molto alla guarigione di una persona.
Perché siamo fatti di anima, di sentimenti ed emozioni!
Quindi, non dico di non affidarti ad un medico o alla medicina, per carità, ma di vedere che la guarigione non si limita solo al farmaco.
Qui entra in scena il MASSAGGIO, che si può considerare UNO DEI PIU’ POTENTI ANSIOLITICI che abbia sperimentato, su me stessa e sui clienti.
Può essere la SOLUZIONE proprio per quel contatto tra medico e paziente che molti invocano.
Il massaggio può essere considerato una PSICOTERAPIA A MEDIAZIONE CORPOREA.
La mano trasmette energia positiva, interrompe quel “filo diretto” con l’esterno, con le costanti tensioni, con i pensieri negativi che ci perseguitano e danno una visione pessimistica della vita.
E INTANTO COSA PUOI FARE TU?